Variazioni su temi di diritto del lavoro

 

Cass. 12 gennaio 2016, n. 275 (trasformazione da pat-time a tempo pieno)

La trasformazione del rapporto a tempo parziale in uno a tempo pieno, l’identificazione del lavoratore che abbia diritto e la nozione di carichi di famiglia.


Ai fini dell’individuazione del lavoratore che abbia diritto alla trasformazione del suo rapporto da uno a tempo parziale, a uno a tempo pieno, a fronte di una clausola del contratto collettivo nazionale di lavoro che preveda l’applicazione del criterio inerente ai maggiori carichi familiari, deve essere tenuta in considerazione nel suo complesso la disciplina sulle detrazioni fiscali, quindi con la valutazione della complessiva situazione economica familiare, nei limiti nei quali essa rileva per l’identificazione delle stesse detrazioni fiscali. 


contratto di lavoro a tempo parziale - trasformazione a tempo pieno - identificazione del lavoratore - carichi di famiglia

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Cass. 11 gennaio 2016, n. 203 (notifica della sentenza di reintegrazione e decorrenza dei termini per l'esercizio dell'opzione per l'indennità sostitutiva)

La notificazione in forma esecutiva della sentenza che dispone un ordine di reintegrazione e la decorrenza del termine per l’esercizio dell’opzione


Qualora il lavoratore notifichi in forma esecutiva la sentenza che ha adottato a suo favore un ordine di reintegrazione, ai sensi dell’art. 18 St. lav., applicabile alla controversia nel testo vigente prima delle modificazioni apportate dalla legge n. 92 del 2012, da tale momento decorre il termine di trenta giorni per l’esercizio dell’opzione a favore della corresponsione dell’indennità sostitutiva dell’esecuzione dell’ordine di reintegrazione. 


ordine di reintegrazione - notifica sentenza in forma esecutiva - decorrenza temrine per l'esercizio dell'opzione per l'indennità sostitutiva

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Cass. 4 gennaio 2016, n. 21 (giusta causa e g.m.s.)

Il giudice, anche d’impugnazione, che ometta di pronunciarsi anche d’ufficio sulla possibilità che un licenziamento intimato per giusta causa possa essere qualificato in termini di licenziamento per giustificato motivo soggettivo, incorre nella censura di omessa pronuncia ex art. 112 c.p.c., atteso che il carattere meramente qualificatorio della giusta causa o del giustificato motivo soggettivo comporta che, ove il datore di lavoro impugni globalmente la sentenza di primo grado che ha dichiarato l’illegittimità del licenziamento, nella sua domanda al giudice di dichiarare la legittimità della risoluzione del rapporto per giusta causa deve ritenersi compresa la minor domanda di dichiarare la risoluzione dello stesso rapporto per la sussistenza di giustificato motivo soggettivo.


Licenziamento per giusta causa - licenziamento per giustificato motivo soggettivo - riqualificazione 

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Cass. 11 dicembre 2015, n. 25046 - L'eccezione di decadenza dall'impugnativa del licenziamento nel giudizio di opposizione

La possibilità di proporre eccezioni in senso stretto nel giudizio di opposizione, nel procedimento regolato dall’art. 1 della legge n. 92 del 2012


Nel rito di cui all’art. 1, commi 48 e segg., della legge 29 giugno 2012, n. 92 l’eccezione di decadenza dall’impugnativa di licenziamento di cui all’art. 6 della l. n. 604 del 1966, come modificato dall’art. 32 della l. n. 183 del 2010, può essere proposta, per la prima volta, anche nella sola fase di opposizione, in quanto in rapporto di prosecuzione con la prima fase a cognizione sommaria.


Rito del lavoro - giudizio di opposizione - impugnazione del licenziamento - decadenza - eccezione in senso stretto - ammissibilità

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Variazioni su Temi di Diritto del Lavoro
Iscrizione al R.O.C. n. 25223
ISSN 2499-4650
© G. Giappichelli Editore s.r.l.