Variazioni su temi di diritto del lavoro

 

 

Cass. 9 febbraio 2016, n. 2531 (potere di controllo del datore di lavoro)

Il vecchio testo dell’art. 4 St. lav. e il controllo costante, in via telematica, del responsabile dell’ufficio sull’attività di sportello


La violazione dell’art. 4 St. lav., nel testo anteriore alle modificazioni apportate dall’art. 23 del decreto legislativo n. 151 del 2015, ravvisata dal giudice di merito e consistente nell’installazione, senza stipulazione di un accordo sindacale, di un sistema mediante il quale il responsabile dell’ufficio può verificare in tempo reale le operazioni eseguite allo sportello dagli addetti, non è censurata in modo ammissibile se il motivo di impugnazione non verte sul punto qualificante dell’impostazione della sentenza impugnata e, cioè, proprio sulla natura programmata e continuativa di tale forma di vigilanza, possibile di momento in momento per scelta del responsabile dell’ufficio, poiché l’acquisizione da parte sua delle informazioni non è stata considerata accidentale dal giudice di secondo grado (come sostenuto nel ricorso, che sulla base di tale asserzione ha impostato la censura ai sensi dell’art. 360, primo comma, n. 3, cod. proc. civ.), ma è stata ritenuta esperibile per mera decisione del responsabile dell’ufficio e, quindi, a sua discrezione. Peraltro, è convincente la tesi del giudice di merito, sulla necessaria applicazione dell’art. 4, secondo comma, St. lav., poiché una simile forma di controllo consente una verifica di minuto in minuto, all’insaputa del prestatore di opere.


potere di controllo del datore di lavoro – controllo in via telematica – limiti

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